Non è Natale senza cappone
Carni bianche Scudellaro, il sapore autentico della tradizione
Gli italiani a tavola scelgono i piatti della tradizione. Lo confermano i sondaggi tra la gente: otto persone su dieci ai piatti dai sapori esotici, sofisticati o veg, prediligono il brodo di cappone, gli arrosti, i lessi ossia le ricette consolidate della nostra tavola. E a Natale? Predilezione confermata per le feste, dove a spopolare sulle tavole, tornano come ogni anno le carni avicole del Natale. Parliamo degli “outsider”: capponi e faraone che si confermano tra le più amate dagli Italiani nei periodi di festa. Anche in Veneto il cappone trionfa, ma un detto popolare ammonisce che “el capon xé sempre de stagion”, ad indicare che questa carne è perfetta in ogni periodo dell’anno. Caratteristica anche la faraona arrosto con salsa peverada. Per i vicentini sono le tagliatelle con i fegatini ad andare per la maggiore, mentre nel veronese il piatto centrale è il sontuoso bollito misto con pearà, una salsa a base di pane raffermo, midollo e burro fresco.

Tutte le tradizioni hanno un perché
Se la tradizione contadina ha selezionato gli animali di bassa corte, tra i piatti eletti per onorare le festività natalizie, c’è un perché: nel mondo rurale, che viveva in stretto rapporto con le stagioni, l’arrivo dell’inverno coincideva con la piena maturazione di capponi e faraone. Era il momento giusto per cogliere la morbidezza e il sapore delle carni e arricchire la dieta per affrontare l’inclemenza del termometro. Il resto lo ha messo la creatività delle nostre nonne che in tutti i modi hanno cercato di valorizzare ed esaltare al massimo la preziosissima materia prima in cucina. Ricette figlie della cura e della misura che ancora oggi sottolineano i momenti importanti della nostra vita, il calore della famiglia che si ritrova attorno ad un tavolo, profumi e sapori che valgono come memoria e che è essa stessa parte del nostro Natale.









