Al MuCE i più piccoli vivranno una vigilia di Natale d’altri tempi
Il Museo dei Colli Euganei propone un’esperienza che riporta alle tradizioni del territorio. Sarà un viaggio nel passato tra i piccoli mestieri, i racconti del filò e i desideri da mettere sotto l’albero … anzi sotto al piatto
Il Museo MuCE di Galzignano Terme offre una proposta natalizia che riporta alle tradizioni del territorio. Sarà un Natale all’insegna degli antichi mestieri, un viaggio nel passato che permetterà di scoprire le antiche arti tramandate di generazione in generazione. Dalle 15.00 alle 17.00 del 24 dicembre, il Museo aprirà le porte ai bambini, con un numero chiuso di 30 partecipanti. Durante
queste due ore avranno l’opportunità di incontrare alcuni artigiani del borgo che mostreranno loro i segreti dei loro antichi mestieri. Dal calzolaio al
costruttore di ceste in vimini, alla filatrice, i bambini potranno vivere un’esperienza unica e coinvolgente, ogni artigiano racconterà la storia del proprio mestiere e le tecniche tradizionali che utilizzava. I bambini avranno la possibilità di toccare e maneggiare gli strumenti, di provare ad eseguire semplici lavori sotto la guida esperta degli artigiani stessi. Sarà un vero e proprio viaggio nel passato che permetterà ai bambini di conoscere e apprezzare l’arte e l’abilità necessarie per realizzare oggetti che sono in gran parte andati persi o vengono prodotti industrialmente. Parte integrante della giornata saranno i racconti che verranno proposti nella forma del “filò” ossia rievocando quel tempo condiviso che i contadini trascorrevano per lo più in stalla, per scampare alle rigidità delle temperature invernali sfruttando il calore involontario degli animali e la luce fioca di un’unica lampada a petrolio. Tempo, appunto, che oggi potremmo definire della socializzazione dove però la gente, ai margini della conversazione, non si intratteneva cincischiando con lo smartphone, ma appunto svolgendo i piccoli mestieri che la stagione consentiva: come la riparazione degli attrezzi, l’impagliatura delle sedie, la cardatura o la filatura della lana come si svolgeva in Cengolina a Galzignano. Nella fattispecie verrà riattualizzato il filò che si faceva a casa di un calzolaio sui Colli Euganei che agli inizi del Novecento, durante le lunghe sere invernali, ospitava giovani e vecchi del borgo di Faedo, leggendo loro brani tratti da “Le mille e una notte” e ascoltando le storie che venivano dalla vita dei suoi accolti. Un terzo momento sarà dedicato alla scrittura della letterina di Natale che per la stessa osservanza alle tradizioni non verrà inviata a Babbo Natale in Finlandia, ma destinata ai genitori dei bambini: “Proprio come un tempo – spiega la direttrice del Museo, Giulia Deotto – quando invece dei ‘desideri’ si scrivevano i ‘buoni propositi’ e si facevano trovare sotto al piatto, a tavola, di mamma o papà. In poche parole il Museo MuCE , in occasione di queste Feste, desidera trasmettere l’opportunità di un natale diverso, in cui l’importanza delle tradizioni e delle manualità artigianali possa permettere ai bambini di oggi di avvicinarsi a un passato che altrimenti rischierebbe di andare dimenticato”.
“Il Comune di Galzignano Terme ha a cuore anziani e bambini. Essi sono idealmente riuniti nel filò, all’interno della corte, in bottega o in stalla ed oggi al MuCE. Il filò era aperto a tutti coloro che amassero le storie e le vicende dei Colli, che volessero scaldarsi nell’amore della propria famiglia, a contatto con l’anima più intima della comunità” dice Valeria Lunardi, assessore alla Cultura di Galzignano Terme.
Proprio per garantire una partecipazione limitata e permettere a tutti i bambini di godere appieno dell’esperienza, l’iniziativa sarà limitata a 30 presenze, al costo nominale di 6 euro.







