Festa della donna, tra progetti, libri e arte
In occasione dell’8 marzo il Comune di Galzignano Terme ospita tre appuntamenti dedicati al mondo femminile coinvolgendo studentesse e studenti, produttrici di vino, scrittrici e scrittori
Sarà una Festa della donna decisamente interessante quella proposta dal Comune di Galzignano Terme, che come sempre approfitta di eventi del calendario nazionale per approfondire e proporre riflessioni che riguardano il locale, nel senso stretto del proprio territorio. E sono ben tre gli appuntamenti che dall’8 al 10 marzo avranno come tema il mondo femminile, declinato in diverse forme e proposte.
Tre vie con un nome di donna
La prima ha per protagonisti le studentesse e gli studenti delle classi quinte della Scuola Primaria Leonardo da Vinci che insieme a Toponomastica al Femminile, l’associazione nazionale nata nel 2014 con l’intento di restituire voce e visibilità alle donne che hanno contribuito, in tutti i campi, a migliorare la società, hanno portato a termine un progetto appunto finalizzato a dare nome di donna a tre siti all’interno del territorio comunale. Un modo per riequilibrare gli odonimi che, qui e altrove, fortemente privilegiano personaggi al maschile. Le ricerche condotte dagli studenti hanno riguardato tre livelli geografici, prendendo in considerazione l’ambito locale, quello nazionale e mondiale, trovando comunque riferimenti riconducibili al paesaggio euganeo. Infatti, se il nome emerso tra le figure femminili galzignanesi è quello di Draga Bernicevich, esponente di spicco della cultura di Galzignano, organizzatrice delle feste che hanno unito generazioni di cittadine e di cittadini di Galzignano, fiera moglie del sindaco attivo tra gli anni ’60 e ’70 Giuseppe Benacchio, che donando la sua collezione di ceramiche rinascimentali, di fatto, ha dato il via alla nascita del MuCE, Museo dei Colli Euganei, a livello nazionale il nome scelto è stato quello della botanica Eva Mameli Calvino (1886-1978), prima donna a conseguire la libera docenza in botanica presso un’università italiana, esponente di un movimento a favore dell’attenzione verso l’ambiente e madre di Italo Calvino, e nel mondo quello di Wangari Muta Maathai (1940-2011), ambientalista e attivista kenyota, prima donna africana nel 2004 a ricevere il Premio Nobel per la Pace, in ragione del suo impegno verso l’ambiente.
La lista con i tre nomi è stata poi oggetto di una raccolta firme presso la comunità locale, affinché la proposta rivolta al consiglio municipale – di adottare i tre nomi – arrivasse da tutta la comunità.
L’idea è talmente piaciuta al sindaco, Riccardo Masin, e alla Giunta che due luoghi sono già stati individuati e saranno proposti alle bambine e ai bambini, mentre del terzo sarà individuato direttamente da loro.
“Dare un nome ad un luogo è un operazione importante, di alto senso civico. Significa inviare un messaggio a tutti coloro che nel futuro lo attraverseranno, camminando a piedi, correndo in bicicletta o a cavallo nel territorio del Comune di Galzignano Terme. Scegliere il nome di persone, di donne, che si sono impegnate per migliorare il proprio mondo, significa voler trasmettere l’idea che la vita sia qualcosa che ognuno di noi può costruire ogni giorno, insieme alla comunità che lo circonda. E’ stato emozionante vedere le classi con le bambine e i bambini in Sala Consiglio raccontare e difendere la loro ricerca, le loro idee, con una spinta politica, che è costruzione alta della propria comunità. Politica deriva da “polis”, la città ovvero la comunità entro cui ognuno di noi vive in armonia con la natura”.
Donne, storia, arte e vino
Proprio questa comunità è espressione di una storia antica. Dedicata al rapporto tra donne, storia, arte e vino, l’iniziativa in calendario per l’8 marzo alle 18 presso l’Auditorium del Museo dei Colli Euganei di Galzignano, inizierà con un delicato racconto dedicato alla Padova Urbs picta al Femminile, Storie di Donne, Arte e Vino, raccontata attraverso i sapori del Fior d’Arancio Colli Euganei Docg. In particolare, Federica Millozzi, responsabile dell’Ufficio Mondiale Unesco del Comune di Padova, racconterà le meraviglie dei cicli affrescati del XVI secolo di Padova iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, esempio di un nuovo modo di vedere e rappresentare il mondo, che diede inizio ad una nuova era nella storia dell’arte, producendo un irreversibile cambio di direzione. In primo piano le figure femminili protagoniste di questo processo di innovazione, che come committenti resero possibile la creazione di queste opere. A seguire, la produttrice Catia Bolzonella, parlerà del progetto grazie al quale è stata possibile la realizzazione di questo evento, che nasce anche con lo scopo di aiutare donne in difficoltà. Parte del ricavato dell’evento, infatti, verrà devoluto al Centro Veneto Progetti Donna, l’associazione di volontariato da oltre trent’anni punto di riferimento per tutte le donne coinvolte in situazioni di violenza, che offre servizi legali, di consulenza, di sostegno psicologico e ospitalità alle donne in situazioni di difficoltà e ai loro figli. Per l’occasione saranno presenti anche le operatrici del Centro Veneto Progetti Donna, che testimonieranno il loro impegno quotidiano nel prestare aiuto alle donne in difficoltà, nel sensibilizzare i più giovani, attraverso interventi nelle scuole e non solo, sul tema della violenza contro le donne. Alle 19.30 è previsto il cambio di sede dell’evento, in quanto il pubblico sarà invitato a raggiungere la vicina cantina “il Pianzio”, per la degustazione del Fior D’Arancio Colli Euganei DOCG, guidata dalla professionalità di relatori AIS (Associazione Italiana Sommelier), nelle tre versioni: spumante, secca o passita, con abbinamenti di piccole sfiziosità.
Diario di una rinascita. Incontro con due scrittori
L’ultimo momento di questa Festa della Donna sarà dedicato alla rinascita dopo le difficoltà con un racconto tutto nostrano che vedrà affiancarsi una scrittrice e uno scrittore. Saranno due libri e i loro autori, accumunati infatti dal tema della rinascita e della resilienza, invece, i protagonisti dell’appuntamento presso l’Auditorium previsto per il 10 marzo a partire dalle 17.30, organizzato dall’assessorato alla Cultura, in collaborazione con la Pro Loco di Galzignano-Valsanzibio e la libreria San Paolo Gregoriane di Padova. Entrambi gli autori, infatti, parlano del ritorno alla vita dopo un incidente che ha fortemente pregiudicato l’esistenza precedente.
Serena Banzato nel suo libro “Cammina, vivi, amati” parla della sua personale esperienza in seguito ad incidente che ha comportato l’amputazione di una gamba. Lei giovane donna, mamma e atleta aveva intrapreso un viaggio sul cammino di Santiago, un’esperienza che le ha cambiato la vita per sempre, purtroppo nel modo più inaspettato. Ma, nella tragedia, ha imparato che le seconde occasioni esistono e che le matite, anche se spezzate, possono colorare ancora. Ed è a questa conquista che Serena dedica le pagine del suo libro, tra aneddoti personali e pillole di saggezza appresa lungo il cammino, fisico e metaforico. L’autrice si libera passo dopo passo di quei pesi inutili – il senso di colpa, i rimorsi, l’ansia – che tutti ci carichiamo sulle spalle e che ci rallentano, impedendoci di apprezzare quanto abbiamo di più importante: la vita stessa, e le persone per cui vale la pena ‘allacciarsi le scarpe e ripartire da zero’. Anche Lorenzo Bertoni, nel suo libro “Diario di una conquista” affronta il difficile viaggio nel superamento della disabilità, un viaggio che porta a scoprire la fede, a riflettere sulla dignità e far affidamento sulle relazioni affettive. Attraverso le pagine del suo libro, l’autore offre al lettore spunti di riflessione sulla forza interiore che tutti possediamo e sulla capacità di trasformare le avversità in opportunità di crescita e di apprendimento.







