La Rocca di Monselice è sorta dal fondo del mare come un obelisco di lava rovente
Unico esempio nei Colli Euganei. 35 milioni di anni fa la lava, molto viscosa, è fuoriuscita solidificandosi in verticale creando una specie di guglia
Articolo a cura di Franco Colombara
Fin dall’inizio della geologia moderna, attorno alla metà del Settecento, i Colli Euganei sono ben noti ai geologi per la grande varietà di fenomeni eruttivi che manifestano. L’origine vulcanica dei Colli è testimoniata dalla forma conica e acuta dei rilievi maggiori, richiamante quella dei vulcani, sia pure privi di cratere. Le eruzioni, verificatesi in ambiente sottomarino in un arco di tempo compreso tra circa 43 e 30 milioni di anni dal presente, si sono attuate secondo svariati meccanismi. Riscontriamo infatti apparati come duomi o cupole di ristagno, dove la lava molto viscosa si è accumulata sopra la fessura di emissione, i laccoliti, che si sono formati per intrusione del magma sotto la copertura sedimentaria, i corpi discordanti, messi in posto quando la lava ha squarciato la copertura e gli strati sedimentari sono stati tagliati di netto. Innumerevoli sono poi i filoni o dicchi che spuntano dalle formazioni sedimentarie ma sono presenti anche in quelle magmatiche, e molto numerosi sono pure i camini vulcanici o diatremi. Un apparato eruttivo molto particolare, unico esempio nei Colli Euganei, è quello della Rocca di Monselice.

La Rocca di Monselice, il grafico riassume la sua conformazione e geologia. Si noti che la componente trachitica, sulla sommità, fuoriesce completamente dall’antico fondo del mare composto dalla scaglia rossa e dalla maiolica
Sul lato occidentale del rilevo, in corrispondenza dell’ingresso di una enorme cava oggi adibita a parcheggio, è ben visibile il rapporto tra la roccia eruttiva (quarzo-trachite alcalina) e le rocce sedimentarie marine che costituiscono il margine più esterno del colle. Queste ultime sono state squarciate dall’eruzione e raddrizzate addirittura quasi sulla verticale dalla lava estremamente densa, che ha formato un apparato a forma di guglia: la Rocca è sorta dal fondo del mare come un obelisco di lava rovente. Questo tipo di fenomeno non è affatto comune, nemmeno per le lave viscose molto ricche di silice. Un esempio recente di eruzioni di questo tipo è stato documentato nel vulcano La Pelée in Martinica (Antille). Nella eruzione del 1904 dal vulcano è fuoriuscita lava talmente viscosa, quasi già solidificata, che non è riuscita a traboccare nel cratere e ha formato una guglia di 350 metri di altezza. Il processo ha avuto una durata lunghissima, dal 4 gennaio al 9 di marzo.
Con la trachite della Rocca sono state lastricate le calli, i campi e le piazze di Venezia fin dai tempi della Serenissima
La roccia vulcanica che costituisce la Rocca è una trachite – più precisamente la definizione petrografica è quarzo-trachite alcalina – con ottime

Il Mastio Federiciano che sorge proprio sulla sommità del Monte
caratteristiche tecniche, già ampiamente sfruttata in epoca romana.
Un enorme bacino di utilizzazione della trachite della Rocca fu la città di Venezia, fin dai tempi della Serenissima: le vie e le piazze di questa città sono prevalentemente lastricate con questa pietra, grazie alla sua durevolezza e resistenza alla salsedine, per i rivestimenti parietali invece prevale la bianca pietra d’Istria.
La trachite veniva trasportata a Venezia per via fluviale a mezzo di barconi fino agli anni ’50 e ’60 del secolo scorso.
L’attività estrattiva della trachite è stata arrestata nel 1971 grazie alla Legge 1097 meglio conosciuta come “Romanato – Fracanzani”
Proprio in quegli anni l’attività estrattiva registrò una forte accelerazione per l’aumentata richiesta di pietrame trachitico, un materiale di scarso valore che per fornire una resa economica doveva essere prodotto in quantità enormi.
Il vuoto normativo in materia di cave in quei tempi, ha permesso lo scempio ambientale che abbiamo ereditato; l’escavazione selvaggia, attuata soprattutto per brillamento di mine, nonché la mancanza di una completa ricomposizione ambientale, hanno inoltre lasciate aperte serie problematiche di rischio per la stabilità dei versanti, soggetti frequentemente a minacciosi movimenti franosi. Monselice antica è sorta a ridosso del colle della Rocca, che ha fornito la preziosa risorsa lapidea tanto diffusa in questa città, di cui il Mastio federiciano e quanto resta delle antiche cinte murarie rappresentano gli esempi più evidenti.







