Notti magiche nel bel mezzo dell’estate
Tra giugno e luglio si collocano i giorni cruciali per l’agricoltura, inizia la stagione del raccolto e indovinarne l’abbondanza può essere un esercizio pacificante per l’anima
Il movimento celeste delle stelle, le migrazioni degli uccelli, il ciclo vitale delle piante: l’uomo fin dall’antichità ha guardato a questi fenomeni naturali per misurare il tempo dell’anno e nel cambiamento, ovvero nel passaggio da una stagione all’altra, ha scorto qualcosa di significativo e misterioso. Guardando questi fenomeni, infatti, ne è rimasto affascinato: a volte li ha studiati e spiegati come processi meccanici, altre volte ne ha attribuito la regia a entità superiori come gli dei, altre ancora li ha associati a particolari gesti rituali capaci di produrre effetti soprannaturali. Nel passaggio da una religione politeistica a una religione monoteistica, come quella cristiana, certi fenomeni, originariamente associati a varie divinità, sono stati messi in relazione ai santi del calendario liturgico. In ogni caso, tra scienza, religione e magia, sono nate tradizioni che ancora sopravvivono e periodicamente tornano in voga.
Il solstizio d’estate.

Il 21 giugno si verifica il solstizio d’estate: nell’emisfero boreale il sole raggiunge il punto più alto sopra l’orizzonte e il periodo di luce giornaliero raggiunge la massima durata. Nei giorni successivi, il dì inizia gradualmente a ridursi e il tempo della notte si allunga, ma in campagna entra nel vivo la stagione del raccolto, con la mietitura del grano e la raccolta dell’aglio. È in questo periodo che cominciava l’anno, secondo il calendario degli antichi abitanti della regione greca dell’Attica: l’inizio coincideva, infatti, con la prima luna nuova successiva al solstizio d’estate, tra l’ultima decade di giugno e la metà di luglio.
La notte di san Giovanni

Pochi giorni dopo il solstizio d’estate, il 24 giugno, esattamente a sei mesi di distanza dal Natale di Gesù, il calendario cattolico celebra la nascita del precursore di Cristo: san Giovanni battista. Probabilmente il Cristianesimo vi ha convertito due festività romane del culto del sole: Fors (Fortuna) e Sol invictus (Sole invitto). La notte che precede il giorno di san Giovanni è rischiarata da falò che affondano le loro origini nel culto del dio Moloch, diffuso nel Vicino Oriente e menzionato anche nella Bibbia, ma un proverbio ne conferma la funzione apotropaica, scacciaguai: “San Zuane col so fogo / el brusa le strie, el moro e ’l lovo”. Questa, infatti, è nota anche come la notte delle streghe, che andrebbero tenute lontane con un mucchietto di sale o una grande scopa posti davanti alla porta di casa. Secondo una leggenda, quelle che volano in cielo sarebbero in realtà Erodiade e sua figlia Salomè, le principali responsabili dell’arresto e della decapitazione di Giovanni battista. Come lacrime di pentimento di Salomè vengono interpretate le gocce di rugiada che nella notte del 23 giugno avrebbero un potere rigenerante per il corpo e conferirebbero poteri straordinari alle erbe: tra le altre, l’iperico detto anche “erba di san Giovanni” veniva utilizzato per cicatrizzare le ferite e curare le scottature.
La notte di Giovanni è nota anche come la notte delle streghe, che andrebbero tenute lontane con un mucchietto di sale o una grande scopa posti davanti alla porta di casa
Germogli e fiori di iperico, ma anche di menta, ruta, artemisia, salvia e felce, lasciati in un catino d’acqua per una notte, servono per ottenere la cosiddetta “acqua di san Giovanni”, da bere o da usare come tonico per il viso. D’altra parte, la rugiada della notte di san Giovanni, l’acqua che si sposa con la luce del sole in occasione del solstizio, fornisce pronostici sia sulla mietitura del grano in corso sia sulla produzione di uva e vino dell’autunno, perché in questo periodo il grappolo attraversa un passaggio delicato nel processo di maturazione: “La note de san Zuan / destina el mosto, noze e pan”. Il fenomeno della rugiada può essere più o meno intenso anche in relazione al tempo meteorologico che ha caratterizzato il giorno precedente, quando spesso piove: “La vigilia di san Giovanni / piove tutti gli anni”. Nella notte del 23 giugno molte tradizioni riguardano anche previsioni legate alla sfera amorosa (fidanzamenti, matrimoni, gravidanze), ma questo è anche il periodo in cui si raccolgo le noci acerbe, per il Nocino, che vanno immerse nell’alcol fino a san Lorenzo, il 10 agosto: un’altra notte “magica”.
La barca di san Pietro

Pochi giorni dopo, il 29 di giugno, vengono festeggiati anche i santi Pietro e Paolo, tra le figure più importanti per la nascita della Chiesa cristiana. Ma la pioggia in questo giorno può risultare funesta, perché “Se piove per san Paolo e Pièro / piove par on ano intièro”. E anche la notte che precede questa ricorrenza è carica di mistero e utile per fare pronostici. Bisogna versare in una bottiglia di vetro o in una caraffa piene d’acqua l’albume di un uovo e lasciarla nelle ore notturne all’aperto, su un prato (ma il procedimento funziona anche se il contenitore è posto su un davanzale). Di notte, l’aria si rinfresca e la terra, rilasciando il calore assorbito durante il giorno, fa salire l’acqua dal fondo della bottiglia verso l’altro e questi moti convettivi modificano la forma dell’albume. Se la sagoma avrà una forma stretta e allungata, simile a una barca con le vele ammainate, si preannuncia un periodo piovoso e di scarsi raccolti. Se invece la sagoma avrà una forma allargata e assomiglierà a una barca con le vele spiegate, il tempo sarà soleggiato e il raccolto sarà ottimo. Il fenomeno è legato a san Pietro – piuttosto che a san Paolo – perché l’apostolo era un pescatore e ancora con la sua barca dimostrerebbe la propria vicinanza ai fedeli. Ma lo stesso procedimento può essere messo in pratica anche nei giorni prossimi al 29 giugno, anche nella notte di san Giovanni: in alcune località è tradizionale la barca di san Giovanni, con la stessa funzione predittiva.
L’uomo è sempre stato attratto dalla possibilità di conoscere in anticipo quello che accadrà
Nonostante il monito del poeta latino Orazio a vivere giorno per giorno, senza preoccuparsi del futuro che attende ciascuno, l’uomo è sempre stato attratto dalla possibilità di conoscere in anticipo quello che accadrà. O come sarà il raccolto. La meteorologia ha sviluppato strumenti utili a fare previsioni, ma anche i più precisi talvolta si dimostrano fallibili, perché l’imprevisto è sempre possibile. Ecco allora che l’irrazionale torna a prevalere, facendo riscoprire tradizioni ancestrali dimenticate, finché anche questi riti magici vengono smascherati ovvero spiegati razionalmente.
L'acqua di San Giovanni
Germogli e fiori di iperico o di menta, ruta, artemisia, salvia e felce, lasciati in un catino d’acqua per una notte, servono per ottenere la cosiddetta “acqua di san Giovanni”, da bere o da usare come tonico per il viso
Attorno al 23 giugno si raccolgo le noci acerbe, per il Nocino, che vanno immerse nell’alcol fino a san Lorenzo, il 10 agosto.
– 1 kg di noci verdi
– 1 litro di alcol a 95° per scopi alimentari
– ½ kg di zucchero (meglio se di canna)
– ½ litro d’acqua
– 4-5 chiodi di garofano
– Scorza di 3 limoni
– Cannella secondo i gusti
Procedimento
Le noci vanno lavate e asciugate, tagliate i 4 parti uguali e sistemate in un barattolo di vetro dall’imboccatura larga. Aggiungere gli aromi, lo zucchero, l’alcol e l’acqua.







