Il Treno dei Sogni Bed&Relais, inizia un nuovo viaggio
Primavera: voglia di spazi aperti e di evasione, ma anche di itinerari nuovi che portino alla scoperta di luoghi inediti
La primavera, si sa, è la stagione che mette addosso il desiderio di andare a riconquistare quegli spazi che l’inverno inevitabilmente riduce. Le giornate più lunghe, il caldo sole della bella stagione, la voglia di nuove scoperte rendono il Treno dei Sogni Bed&Relais il luogo giusto per ritrovare un equilibrio con ciò che ci circonda e apprezzare i tempi distesi di quella campagna racchiusa tra le dolci alture dei Colli Euganei, gli spazi sconfinati del Delta del Po e l’acqua carica di storia e di fascino della laguna di Venezia. Il Treno dei Sogni Bed&Relais è il centro e il crocevia di tutte queste destinazioni, un luogo unico grazie al suo passato di vecchia stazione, sulla linea Padova-Bagnoli, e quindi un punto di sosta e di riferimento per chi è in viaggio. Negli ambienti in cui un tempo i viaggiatori stazionavano in attesa, oggi il tempo scorre dilatato in forma di piacere e di confort grazie a quattro camere arredate con il gusto e con il sentimento di rispettare l’originale natura dei luoghi; spazi comuni, come la cucina e il soggiorno, in cui la vita continua ad essere quella del ritrovo, e a zone pensate per il relax come: la piscina, il giardino ombreggiato dal verde o la pergola. Angoli concepiti con lo scrupoloso impegno di mantenerne l’anima, donando loro una nuova funzione attraverso il design e giocando con le forme semplici dell’arte povera rurale e i materiali dell’archeologia industriale con lo scopo di offrire piacere, comodità in un’atmosfera sospesa, informale, lontana dagli standard dell’albergo.

Una proposta di viaggio
Una proposta di viaggio e di riscoperta potrebbe essere proprio quella di ripercorrere l’antica linea ferroviaria che collegava Padova e Bagnoli, di cui Il Treno dei Sogni era una fermata. Una tratta che dalla Città del Santo raggiungeva la campagna e i borghi di Albignasego, Maserà di Padova, Cartura e Conselve, in cui tutt’oggi rimangono iscritti i valori sia del passato veneziano di questa terra sia quelli della civiltà rurale e contadina. A fianco di sontuose ville venete, rimangono tracce delle umili dimore contadine, come il “cason di Beolo” – uno dei pochi rimasti in Veneto – e poi ordinati filari di vigne, quelli del celebre Friularo, piccole pievi e i tanti capitelli legati alla fede popolare che da secoli vigilano i crocicchi di strade e stradine innervate nel verde di una campagna calma e generosa.









