Cinque bottiglie da regalare a Natale
Grandi etichette dell’enologia internazionale che possono essere messe sotto l’albero delle persone a cui si vuole manifestare affetto e stima
Per questo numero dedicato al Natale ho pensato di proporvi dei vini importanti su scala nazionale e internazionale da mettere sotto l’albero, ossia da regalare. Bottiglie importanti, non da mettere in vetrina in bella vista, ma da destinare a persone a cui si vuole manifestare affetto e stima con un presente davvero importante. Nella scelta ho considerato i vini grande longevità e quelli di aziende produttrici blasonate, proprio perché possa essere un regalo di cui sarà facile riconoscerne il valore. Per lo stesso motivo ho indicato anche le annate migliori e che attualmente si possono trovare in commercio. Devo dire la verità, non è stata una scelta facile, il patrimonio vitivinicolo italiano è talmente vasto che limitare la proposta a poche etichette ha richiesto un bel po’ di riflessioni. L’auspicio è quello di aver fatto la miglior proposta possibile, ma va da sé che regalare del vino – soprattutto quando si tratta di produzioni artigianali – è sempre un bel modo di manifestare affetto, sia al destinatario del presente, sia al mondo enologico nostrano, sia al territorio di produzione che nella maggior parte dei casi rappresenta il valore che rende davvero unico il nostro Paese. Buon Natale e in alto i calici!
Champagne Duval-Leroy “Femme de Champagne” Brut Gran Cru
Il re, il regalo più ambito
Duval-Leroy con sede a Vertus è la più importante Maison della Côte des Blancs, dove vengono prodotti i vini più fini ed eleganti della Champagne. Possiede 200 ettari di vigneti nel territorio dei Grand Cru e la sua produzione supera i 4 milioni di bottiglie all’anno. Duval-Leroy, fondata nel 1859 è totalmente di proprietà familiare da sei generazioni (una delle 5 Maison rimaste in tutto il territorio) e produce i suoi Champagne con spirito raffinato e innovativo su tutti i fronti: qualità, costanza, collaborazione consolidata con i sommelier e gli chef più importanti.
E’ il riflesso dell’eleganza e della ricercatezza tra le migliori crus, la sua degustazione sarà indimenticabile
Struttura fine e delicata per questa cuvée che regala un vino di finezza e complessità aromatica eccezionale. E’ il riflesso dell’eleganza e della ricercatezza tra le migliori crus, la sua degustazione sarà indimenticabile. Composto dall’80% di Chardonnay e dal 20% di Pinot Noir, “Femme de Champagne” Brut Grand Cru è il risultato di un delicato assemblaggio delle migliori parcelle Grand Cru della Champagne (Avize, Chouilly, Le Mesnil sur Oger, Ambonnay). Alla vista giallo luminoso verso il dorato. Al naso note d’agrumi, di biscotti tostati, aromi di fiori e frutti gialli (pesca di vigna, albicocca, mela cotogna). In bocca un sapore seducente di nocciola riveste le note fiorite di caprifoglio, di scorze e di frutti gialli.
Invecchiamento: da 8 a 10 anni. Dosaggio: 5 g/l.
Lunga freschezza e persistenza gustativa. Attualmente in commercio il Millesimato 2006. Ho avuto il piacere di degustarlo nello scorso settembre durante il mio servizio al Wine Next di PadovaFiere e ne sono rimasto affascinato. Questo Champagne val bene un regalo di Natale!
Amarone della Valpolicella DOCG Classico “Sant’Urbano” – Azienda Agricola Biologica Speri Viticoltori – San Pietro in Cariano (VR)
Un “dono” dalla terra del vino
Tra le famiglie più storiche della Valpolicella, l’azienda Speri è un’autorevole e fedele interprete dei vini della Valpolicella Classica, divenuta, per la sua continuità e il suo forte radicamento al territorio, un punto di riferimento dell’enologia italiana. La storia dell’azienda inizia nella prima metà del 1800 e oggi la famiglia Speri è arrivata alla settima generazione con un’estensione di circa 60 ettari di vigneto nelle zone più vocate della Valpolicella Classica.
Vino importante e di rara eleganza, si abbina bene con i piatti importanti delle Feste
Dopo anni di agricoltura sostenibile l’azienda nel 2015 ha ottenuto la certificazione biologica su tutta la produzione. L’Amarone che vi propongo per un eventuale regalo di Natale è il “Sant’Urbano”, simbolo indiscusso della famiglia Speri. Corvina Veronese e Corvinone 70%, Rondinella 25%, Molinara 5% quali elementi per questo straordinario vino. L’invecchiamento consta di 24 mesi in tonneaux rovere francese da 500 l.; a seguire 18 mesi in botti medio-grandi di rovere di Slavonia.
Affinamento in bottiglia di 12 mesi. Gradazione 15% vol. Di colore rosso granato intenso, ha un profumo etereo di frutta appassita. Al palato è corposo, caldo, avvolgente, asciutto. Vino importante e di rara eleganza, si abbina bene con piatti importanti a base di carne elaborata. Per un regalo di Natale le annate consigliate sono il 2004; il 2006 e il 2012.
Barolo DOCG Riserva – Antiche Cantine dei Marchesi di Barolo – Barolo (CN)
Un “presente” con dentro una grande storia
Nel cuore delle Langhe, protette da dolci colline, si trovano le Cantine dei Marchesi di Barolo, la cui storia ha inizio più di due secoli fa, più precisamente nel 1807, quando Carlo Tancredi Falletti sposò la nobildonna francese Juliette Colbert di Maulévrier. Quest’ultima fu la prima che comprese le potenzialità del vitigno nebbiolo, per il quale fece realizzare magnifiche cantine dove seguire la completa fermentazione delle uve e l’affinamento in grandi botti di rovere pregiato.
Nettare austero dove il grip tannico avvolge ogni sorso con morbidezza e regala una beva davvero appagante
Definito dalla critica il “Re dei vini” o “il vino dei Re”, il Barolo è un vino che regala emozioni, ma che può stupire ancora di più per complessità e profondità dei profumi. Il Barolo DOCG Riserva dei Marchesi di Barolo, nettare austero dove il grip tannico avvolge ogni sorso con morbidezza, regala una beva davvero appagante. Le uve fermentano a temperatura controllata, macerando sulle bucce per 10 giorni per poi affinare tre anni in botti di rovere di Slavonia e completare la propria maturazione in vetro. Un’etichetta di grandissima longevità, che rappresenta dunque un ottimo investimento sul lungo periodo.
Ha una struttura importante, che richiede piatti dalle preparazioni elaborate. Perfetto con i secondi di carne rossa e con la selvaggina, è da provare anche con i formaggi molto stagionati. Da urlo con il filetto di cervo! Di questa Cantina ho un ricordo indelebile, avendo iniziato ad assaggiarli nel 2010 quando iniziai il mio percorso di Aspirante Sommelier. Trattandosi di un vino che ha una longevità molto lunga, vi segnalo le annate più importanti dagli ultimi 30 anni: il 1994, il 2000, il 2003, il 2008 e il 2012.
Offida DOCG Pecorino Guido Cocci Grifoni – Tenuta Cocci Grifoni – San Savino di Ripatransone (AP)
Bianco a Natal, ma che bianco!
Dovendo scegliere un bianco fermo da pasto per le festività natalizie ho scelto un vino datato ma non eccessivamente, per non incorrere in “spiacevoli sorprese all’apertura” da parte del degustatore. Non me ne vogliano i lettori abituati alle mie proposte dedicate al territorio veneto, ma l’amore per i vini delle Marche è nato proprio in seguito alla scoperta di questa azienda che ha fatto la storia del Pecorino dall’inizio degli anni ’80. Andai a visitarla nel 2019 in una breve vacanza estiva.
Solo 6 mila bottiglie per questo importante vino dai sentori di erbe aromatiche e anice stellato
Il vino porta il nome del compianto Guido Cocci Grifoni che fu uno dei promotori della riscoperta di tale vitigno dimenticato o sparito dai tempi della Fillossera. Questo straordinario bianco fermo della linea “Le Vigne Storiche” – annate disponibili 2013-2015 e poi la più recente 2020 – viene prodotto in 6000 bottiglie con affinamento in acciaio inox su fecce nobili per almeno 12 mesi e altrettanto in bottiglia.
Tra i bianchi prodotti dall’azienda è pulito, elegante, raffinato, sicuramente il più pieno, il più salino e il più morbido. Apre su note di mela matura per spostarsi poi su fiori gialli intensi e carnosi. Le erbe aromatiche si fanno avanti con decisione portando a corredo un affascinante profumo di anice stellato. Da abbinarsi a crostacei e pesce, pasta e risotto con verdure, pesce salato, carni bianche, formaggi a pasta molle poco stagionati. Servire tra i 12/14 °C.
Ramandolo DOCG COF I Comelli – Azienda Agrituristica I Comelli – Nimis (UD)
Un passito per palati fini
Il Ramandolo che assieme al Picolit rappresenta l’eccellenza regionale friulana, è il vino che forse meglio incarna l’anima della sua gente: uomini schietti, a volte rudi ma ospitali, di carattere generoso e cultura antica, innamorati della loro terra.
Giallo dorato antico, profumo fresco e delicato che ricorda i fiori d’acacia, la mela, le albicocche passite e la frutta secca
Vino da fine pasto (dessert) ma anche da meditazione. Giallo dorato antico, profumo fresco e delicato che ricorda i fiori d’acacia, la mela, le albicocche passite e la frutta secca. Sapore avvolgente, le diverse sensazioni si fondono in una notevole armonia dovuta ad un ottimo equilibrio tra alcool, zuccheri, acidità e tannini.
Pur essendo un grande vino da meditazione, si abbina stupendamente a piatti friulani quali gli gnocchi di zucca con la ricotta affumicata o gli gnocchi di prugne al burro fuso; è splendido anche con il foie-gras e il Gorgonzola o con dolci secchi a base di mandorle.
Attualmente la produzione è limitata a 285mila bottiglie annue. In commercio l’annata 2021.Temperatura di servizio: 12/14 °C.







