Cinque PIWI, un viaggio tra i vini da vitigni “resistenti”
Se davvero rappresentano il futuro della viticoltura ce lo dirà solo il tempo, intanto è importante osservare che crescono di anno in anno
I PIWI rappresentano una delle tendenze enologiche del momento, soprattutto perché costituiscono una frontiera verso quella sostenibilità ambientale che da più parti viene caldeggiata, declinata in un modo diverso di fare agricoltura. PIWI è l’acronimo tedesco di pilzwiderstandsfähige che significa letteralmente resistente al fungo. Con questo nome, infatti, si identificano le varietà di viti resistenti alle malattie fungine e quindi permettono una drastica riduzione dei trattamenti, meritandosi per questo una categoria che sta oltre il biologico, sconfinando nell’Iperbio, o Hyperbio o ancora nel Superbio. Iperboli che indicano il superamento del normale, ma non per questo stanno al di fuori del mondo naturale, anzi. Sono il frutto di decenni di lavoro e di incroci tra varietà di vitis vinifera e altri generi di vitis portatori di resistenze. Non sono quindi degli OGM, gli incroci sono ottenuti per impollinazione, selezione dei semi e delle piante. I PIWI di ultima generazione hanno nel loro DNA oltre il 95% di vitis vinifera e più fattori di resistenza alle singole malattie della vite.
Se davvero rappresentano il futuro della viticoltura ce lo dirà solo il tempo, intanto è importante osservare che i vini PIWI godono di un discreto mercato, in commercio sono presenti circa 250 vini PIWI suddivisi in tutte le categorie di vinificazione, anche se una certa sfera di “esperti” del vino se ne sta bene alla larga poiché i Piwi portano i nomi di vitigni celeberrimi, ma il sapore finale può essere anche parecchio differente da quelli cui siamo abituati. Se un Merlot, un Cabernet o un Sauvignon, i vitigni che vanno per la maggiore, sono la base di partenza, l’inserimento di piccole percentuali delle altre piante è sufficiente a modificarne profumi e sapori, dando luogo a vini spesso fuori dagli schemi e con sentori meno fini e armonici al naso e al palato. Si tratta comunque di gusti e si sa che ogni epoca seleziona i propri.
MaWi Rosso (Uve: Merlot Khorus, Cabernet Volos) 2021- Azienda Agricola Maculan – Breganze (Vicenza)
Il primo PIWI non si scorda mai
MaWi è il primo vino PIWI dell’azienda Maculan, storica realtà vitivinicola con sede a Breganze, nel vicentino. L’etichetta nasce da un blend di uve Cabernet Volos e Merlot Khorus, varietà resistenti alle malattie fungine (in particolare Peronospora e Oidio) che richiedono solo 2 trattamenti durante la stagione produttiva. La Cantina ha avviato il progetto PIWI nel 2017, con l’iniziale messa dimora di 4000 viti di Merlot Khorus e Sauvignon Rytos, due varietà selezionate dall’Università di Udine, e in seguito di 4300 viti di Cabernet Volos.
Per proporre la migliore interpretazione delle uve di Cabernet Volos e Merlot Khorus, Maculan procede con la raccolta manuale dei grappoli, seguita da una fase di leggero appassimento. La vinificazione avviene in piccoli tini di acciaio con quattro follature al giorno che introduce un affinamento di 12 mesi in barriques di rovere, nuove e usate. Ne esce un vino dal colore rubino intenso, che al naso presenta note di frutta rossa matura, leggermente speziate, e in bocca regala un sorso ricco, rotondo e persistente. Ideale compagno per carni rosse non particolarmente elaborate-strutturate, formaggi di media stagionatura e salumi. Da provare anche con risotti al “tastasale” o fegatini.
Servire sui 18-20° C, avendo cura di stapparlo almeno un’ora prima della consumazione.
Sauvignon Veneto IGT Kortis 2022 Cantina di Cona – Pegolotte di Cona (Venezia)
Il paglierino dal bel caratterino
Anche la Cantina di Cona nel basso veneziano, al confine con il rodigino e padovano dal 2017 ha iniziato la sperimentazione dei PIWI in particolar modo con vigneti di Sauvignon e Merlot, coltivati nel comune di Candiana predisponendo complessivamente circa 7 ettari destinati alle viti resistenti provenienti dal Centro Internazionale di produzione di Rauscedo, in provincia di Pordenone. Il Sauvignon viene prodotto solo in 2500 bottiglie, l’ho degustato e presentato recentemente agli studenti del 5° anno ad un mio corso di primo apprendimento del mondo vino, presso l’Istituto Agrario “De Nicola” di Piove di Sacco (PD).
E’ un vino che si distingue per il colore giallo paglierino limpido, trasparente e brillante con qualche riflesso verdolino. Al naso si percepiscono sentori di frutta matura (mela Golden) e pera (Williams), sentori floreali di fiori secchi e note balsamiche (salvia e un lieve sentore di rosmarino). Al palato è caldo e avvolgente, discreta rotondità, secco e con freschezza viva, buona sapidità e retrogusto persistente. Ideale compagno di aperitivi con stuzzichini, spunciotti di carni bianche e salse; può accompagnare bene primi piatti di pesce non elaborati, risotti alla marinara, formaggi freschi. Consiglio di servirlo fresco, ad una temperatura di circa 10° C.
Ideale compagno di aperitivi con stuzzichini, spunciotti di carni bianche e salse; può accompagnare bene primi piatti di pesce e formaggi freschi
Merlot Khorus Veneto IGT 2020 – Sauvignon Kretos Veneto IGT 2022 – Azienda Agricola Parco del Venda – Vò (Padova)
Due Cigni, uno bianco e uno nero

L’Azienda Vitivinicola Parco del Venda rappresenta da anni una realtà produttiva solida all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei e da tempo ha intrapreso la produzione di vini da vitigni PIWI. I loro vigneti si trovano interamente nella zona DOC dei Colli, fra i comuni di Vò, Cinto Euganeo e Galzignano Terme. Il “CIGNO NERO” Merlot Khorus Veneto IGT 2020, viene coltivato su terreni di medio impasto con zone argillose-sassose, è il loro primo vino di PIWI e l’incrocio della vigna Merlot al 5-10% con la vigna selvatica ha permesso di imbottigliare un vino eccezionale, maturato con il sole di luglio e raccolto nel caldo di agosto. Spicca il suo colore rosso rubino intenso, mentre l’importante struttura lo rende ideale compagno di carni rosse, formaggi media stagionatura, salumi freschi e media stagionatura. Un vino davvero straordinario che fa il paio con il suo gemello bianco: un Sauvignon KretosVeneto IGT dai profumi complessi e dotato di un’ottima freschezza in bocca accompagnata da un’affilata sapidità. Il sapore secco e un corpo ben strutturato lo rendono un vino equilibrato versatile e “croccante”. Ideale se degustato assieme a piatti di pesce o con verdure di stagione. Dà il meglio di se’ abbinato con l’asparago e i formaggi. Da servire a temperatura sui 10 °C.
Il Sauvignon dà il meglio di sé abbinato con l’asparago e i formaggi. Da servire a temperatura sui 10 °C.
REBELLIS ORANGE WINE Veneto Bianco IGT – Azienda Vinicola Gianni Tessari – Roncà (Verona)
Libero dalle consuetudini
Gianni Tessari è una delle prime Aziende Venete iscritte all’associazione PIWI International che promuove lo scambio d’informazioni tra istituti di ricerca, allevatori, coltivatori e produttori dei vini con varietà PIWI, con lo scopo di consentire la diffusione degli stessi. Questo Vino PIWI è prodotto da uve Solaris nella zona della Lessinia. Vitigno originario della Germania ottenuto a metà degli anni ’70 presso l’Istituto di Friburgo incrociando la varietà Merzling (Seyve Villard 5.276 x Riesling x Pinot Gris). E una Varietà riconducibile, per alcuni aspetti, allo Chardonnay dove viene consigliata la coltivazione oltre i 600 mt slm in considerazione della sua precocità. Il Rebellis è un vino libero da interventi grazie al vitigno resistente che non necessita di trattamenti. Libero dalle consuetudini con una vinificazione utilizzando esclusivamente lieviti indigeni, e una fermentazione a contatto con le bucce per 6-7gg. con chiusura tramite svinatura, e termine della fermentazione in anfora di terracotta per 12 mesi. Alla vista un bel giallo dorato, consistente. Al naso è fragrante e presenta note agrumate, spezie dolci e sentori floreali. In bocca è avvolgente, di buona sapidità e piacevole persistenza. Da abbinarsi ad antipasti di pesce, primi piatti, salumi, piatti vegetariani. Vino di 13% vol. Servire sui 8-10°C.
Vitigno originario della Germania ottenuto a metà degli anni ’70 presso l’Istituto di Friburgo incrociando la varietà Merzling







