Stagione che vai, calice che incontri
Cinque bottiglie per ricordarsi che è primavera
L’arrivo della bella stagione non deve trovarci impreparati. Il tempo è uno degli elementi fondamentali del vino, ma anche del vinaiolo. Nelle cantine che sono andato ad incontrare nelle scorse settimane fervevano i lavori di imbottigliamento dei vini rossi, ormai pronti ad affrontare il mercato. A lungo ho riflettuto se occuparmi di questi, per la rubrica “Ad ognuno il suo calice”, poi invece ho deciso di assecondare la primavera, il suo arrivo, anche se piuttosto incerto quest’anno. Ecco dunque i calici da alzare al cielo della bella stagione, li ho cercati per tutte le consonanze e le affinità che sono riuscito a trovare con questo nuovo tempo dell’anno: i fiori tra le note sensoriali, gli accompagnamenti con i pranzi campestri (salami, frittatine con le erbe e i sottaceti di spuntini e pic-nic pretendono i giusti compendi), la voglia di leggerezza che la possibilità di muoversi negli spazi aperti ti mette addosso. Tra le bottiglie selezionate ci sono veri e propri capisaldi dell’enologia veneta, ma anche alcune scommesse che dimostrano come le nostre aziende siano continuamente alla ricerca di nuovi vini con cui arricchire la loro offerta.
UN GRANDE CLASSICO (Valpantena – Vr)
Secco-Bertani 2014 Verona Igt
L’antesignano dei grandi vini veronesi

Storico vino dell’Azienda Bertani prodotto fin dal 1870 sulle colline della Valpantena, sede storica aziendale. Prima interpretazione di un grande vino di qualità del veronese, considerato ancora oggi pietra miliare dell’enologia, di fatto rappresenta un modello di riferimento del buon bere veronese visto che l’Amarone, nasce solo negli anni ’40 del secolo scorso. Prodotto con uve leggermente appassite di Corvina veronese, circa 80%, e di Merlot dopo la fermentazione viene affinato in botti rovere di Slavonia e piccole botti rovere francesi per almeno 18 mesi. Rosso intenso con riflessi violacei, con l’evoluzione riflessi granati intensi. Grande naso con sentori di ciliegia matura, frutta secca, erbe aromatiche ed infine note di cacao amaro e cioccolato. Al palato si presenta con un grande equilibrio di tannini morbidi che apportano corpo, freschezza con retrogusto sapido e persistente. Grande versatilità in termini di abbinamento nelle varie portate di carne più o meno strutturate, in quanto grande bevibilità e complessità ne esaltano il valore della convivialità.
UN VINO NUOVO (Cona – Ve)
Prosecco DOC Extra Dry Cantina di Cona
Cenerentola tra le bollicine? Niente affatto…
Nuova produzione per la Cantina di Cona (che gravita nella DOC Corti Benedettine del Padovano) con questo Prosecco da vendemmia 2018, con uve Glera 100%. Con sole 5000 bottiglie in cantina, in gran parte già prenotate dai clienti, è quasi una produzione di élite, ma soprattutto “è una novità”, come, afferma il presidente Tromboni senza nascondere la grande soddisfazione per il prodotto ottenuto. E devo dire che tanto compiacimento è giustificato. Dalla degustazione che ho fatto non posso che confermare la qualità di questo vino che di certo non ha nulla da invidiare ai più celebri Prosecchi di altre zone più rinomate. Si presenta giallo paglierino leggermente scarico con un perlage fine e persistente, spuma morbida. Al naso escono fiori di acacia, lievi note di glicine e note fruttate quali la mela, pesca e lievi note esotiche. In bocca è armonico e con buona persistenza, denota una certa eleganza. Da abbinarsi ad antipasti, primi piatti o a tutto pasto con pesce, frutti di mare e crostacei. Essendo stato imbottigliato a fine febbraio il suo top lo raggiungerà tra marzo e aprile (lieve riposo in bottiglia). Elegante e raffinata l‘etichetta, creata apposta, che ricorda le scritture e i caratteri dei testi storici della Corte Benedettina di Legnaro.
UN VINO SOCIAL (Cavaion Veronese – Vr)
Rondon Bardolino Chiaretto, Azienda Agricola Le Fraghe
The light side of Amarone

Azienda nata nel 1962 a Cavaion Veronese, nel cuore della zona del Bardolino. Le prime produzioni di questo straordinario rosato risalgono agli anni ’80, ma solo di recente è entrato tra le pagine della guida Slow Wine di Slow Food. Segno dei tempi, caratterizzato dall’arrivo sulla scena dell’enologia di vini “social”, ossia leggeri, da aperitivo, conviviali. Una vera e propria nuova categoria nella quale noi di Con i piedi per terra facciamo rientrare questo eccellente vino prodotto da uve Corvina e Rondinella, quelle dell’Amarone per intenderci, vinificate separatamente con breve macerazione delle bucce per 6/8 ore. Successivamente segue la fermentazione a basse temperature in acciaio fino alla primavera successiva quando viene imbottigliato. Dal colore cerasuolo, si presenta al naso con una complessità di aromi freschi e fragranti. Le prime note ad uscire sono quelle delicate di rosa canina, seguono quelle di fragoline di bosco e ribes che vanno a chiudere un gradevole quadro olfattivo al quale fa da compendio una sapidità e mineralità che sono tipiche di questo territorio. In termini di abbinamento, è adatto ad antipasti, piatti a base di carni bianche o pesce di mare o lago, zuppe di pesce, uova, formaggi freschi e ovviamente è un vino da happy hour.
UN VINO RARO (Vo’ Vecchio – Pd)
Terreni Bianchi Colli Euganei DOC Bianco 2017, Az. Agr. Alla Costiera
Un blend che esalta la Marzemina

La Marzemina bianca è un’uva autoctona, conosciuta anche come “Sciampagna” fin dal 1600, originariamente coltivata nella fascia collinare compresa tra la provincia di Pordenone e la zona di Breganze (Vicenza). E’ presente anche sulle colline padovane dove alcune aziende ne stanno seguendo il recupero, come nel caso dell’Azienda Agricola Alla Costiera di Vo’ Vecchio, in piena DOC Colli Euganei quindi, che la utilizza nella vinificazione di Terreni Bianchi, in un blend che oltre alla Marzemina bianca prevede il Moscato bianco e la Garganega. La bassa acidità, infatti, impedisce la vinificazione in purezza. La prima vendemmia risale solo a qualche anno fa, mentre quella del 2018 andrà in bottiglia alla fine di marzo. E c’è già da scommetterci che sarà un grande vino, in virtù del suo colore giallo intenso con riflessi dorati, all’aromaticità prevalsa dai sentori di petali bianchi e alla buona mineralità, caratteristica apportata dalla formazione vulcanica dei terreni euganei. Va servito a 15 C.
UNA PROMESSA (Baone – PD)
Borgo delle Casette, Cabernet Riserva 2015, Az. Agr. Il Filò delle Vigne
Continuerà ad emozionare per decenni

Che i bordolesi dei Colli Euganei siano una realtà ben consolidata lo dimostrano la buona produzione fatta da molte aziende e i riconoscimenti conseguiti nei decenni. Borgo delle Casette appartiene a questa confermata produzione, in virtù di una produzione ottenuta con le migliori uve Cabernet Sauvignon (70%), Cabernet Franc e Carmenère. La maturazione e l’affinamento di questo vino avviene in botti di quercia per 18/24 mesi al quale segue l’imbottigliamento senza filtrazioni. E’ un vino di grande armonia ed eleganza, ricco di polifenoli, finezza e potenza in una fusione quasi magica (pluripremiato in Italia e all’estero in alcune annate, citato nelle guide del Gambero Rosso e Slow Wine 2018 e 2019). Protagonista ormai nel panorama enologico nazionale, continuerà ad emozionare per decenni. Di colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, da giovane, poi granato. Al naso ampio, avvolgente, con sentori di mora, mirtillo, caffè, timo, sottobosco, vaniglia, liquerizia. Struttura potente con tannini morbidi. Si abbina con carni rosse, cacciagione, selvaggina e selezione di formaggi stagionati.







